venerdì 22 luglio 2011

Il canone Rai va pagato anche per il Cellulare e il Pc ?

La Rai può esigere il pagamento del canone anche dai possessori di telefonini e computer, grazie a una legge del 1938. Esiste però una scappatoia, perfettamente legale.







Il canone di abbonamento Rai è ancora definito dal Regio decreto legge del lontanissimo (almeno in termini di evoluzione tecnologica) 1938, il quale asserisce che deve sottostare al pagamento chiunque abbia"apparecchi atti o adattabili alla ricezione delle radioaudizioni".

Se all'epoca si parlava di radio e ben poco altro, oggi il termine "adattabile" fa sì che si possaincludere gran parte dei gadget tecnologici, dal computer al cellulare, dal palmare
fino a player multimediali e quant'altro.


Appoggiandosi al regio decreto, in un primo tempo la stessa Rai aveva specificato chepersino le abitazioni dotate di videocitofono erano soggette al pagamento, così come pure i turisti stranieri, in transito nel Bel Paese, se dotati di apparecchi idonei. Per non parlare poi di tutte le istituzioni che dispongono nei loro uffici di video-terminali (leggasi Pc); le Poste Italiane, per esempio, in questo caso sarebbero certo uno dei primi evasori.



L'Aduc si è mossa per tempo, interpellando la Rai (presso le varie sedi regionali) e rivolgendosi sia all'Agenzia delle Entrate sia al ministero della Finanza via telefono, lettera raccomandata a/r di messa in mora e anche interrogazioni parlamentari. Manessuna risposta è pervenuta.
Se non altro, in assenza di una risposta, pare proprio che il contribuente possa far valere la propria interpretazionedella legge senza incorrere in future sanzioni.
Ecco perché ancora l'Aduc invita tutti i cittadini che, seppur sprovvisti di televisore, sono stati invitati al pagamento del canone per il possesso di altri apparati quali Pc e apparecchi multimediali, a contattare ufficialmente il ministero delle Finanze: in assenza di risposta saranno liberati dall'onere di pagare senza incorrere in sanzioni.

Fonte: Zeus News

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